Matrimonio - Le Bomboniere

Entro un mese dalla cerimonia nuziale la sposa deve ringraziare (l'ideale sarebbe per scritto) tutti quelli che hanno inviato un regalo o dei fiori, ed eventualmente manda loro la bomboniera con i confetti. Eventualmente: perché non è affatto obbligata a questa ulteriore spesa, di cui oggi si fa volentieri a meno. Nella divisione "tradizionale" dei compiti, anche questo spetta alla famiglia della sposa, che però non deve pensare solo ai propri amici e parenti: si chiederà alla madre dello sposo quante bomboniere desidera, provvedendo a fargliele recapitare già confezionate e pronte per la spedizione, oppure si spediranno direttamente agli indirizzi indicati.

In alcune regioni d'Italia le bomboniere si regalano prima della cerimonia, nel corso di visite ai parenti e agli amici più cari: l'importante è consegnarle solo dopo aver ricevuto il regalo, per non dare l'impressione di sollecitarlo. Meno pratica l'usanza di distribuire la bomboniera il giorno stesso delle nozze: durante il rinfresco o il pranzo può causare a chi la riceve il fastidio di non saper dove posare la scatola, farlo al momento del commiato rende difficile assicurarsi che tutti gli invitati la ricevano.

La storia ci dice che già i Romani nelle feste nuziali regalavano agli ospiti mandorle e frutta secca, simbolo di fecondità e prosperità, ma che la bomboniera è un oggetto relativamente recente: risale alla fine del 1500, quando costituiva un dono prezioso sia perché veniva realizzata in materiali di gran pregio, come oro, pietre dure, cristallo di rocca, sia perché lo zucchero a quei tempi era raro, importato dall'America appena scoperta. La sposa può anche decidere di mantenere quest'usanza solo nei confronti di alcuni tra i parenti e gli amici, quelli più anziani, o di cui teme le critiche. Gli unici che a buon diritto si aspettano questo dono sono i testimoni, cui è uso offrire delle bomboniere particolarmente preziose (di solito d'argento) in ringraziamento di un ruolo che comporta anche il dovere di un regalo dispendioso. Chi desidera inviare la bomboniera a tutti, sceglierà un oggetto semplice, di buon gusto, senza cadere nella meschinità di inviarle diverse a seconda dell'importanza sociale del destinatario o del valore del dono ricevuto.

Meglio, piuttosto, confezionare o fare confezionare anche dei sacchettini di tulle con i confetti, da regalare ai colleghi di lavoro, ai vicini di casa e alle persone verso cui non si hanno obblighi ma si vuole usare una cortesia; e in questo caso non si dimentichino quanti ci sono stati vicini in qualche modo durante i frenetici preparativi: la sarta, la manicure, il parrucchiere. Una volta era d'obbligo che la "bomboniera" fosse tale, cioè una scatoletta porta bon bon, che spesso finiva in fondo a un cassetto, perdendo così l'altra sua funzione istituzionale, che è quella di mantenere vivo il ricordo degli sposi nel cuore (e nella casa) di parenti e amici.

Il modo più facile per ottenere questo scopo è scegliere qualcosa che si possa usare davvero: se vogliamo la scatoletta, che sia minuscola e contenga un solo confetto: sarà poi un portapillole da borsetta o da tasca; oppure orientiamoci decisamente verso un oggetto del tutto diverso, purché utile, purché di buon gusto.

I negozi specializzati offrono una scelta vastissima, con proposte però spesso assai discutibili; scelte infallibili sono i piccoli oggetti in argento, o in Silver (una pinza o un cucchiaino da zucchero, una piccola cornice portaritratti, un apribottiglia, un cavatappi, un fermacarte, un segnalibro, un sottobicchiere, un portasale, un portauovo), un piattino di ceramica con le iniziali degli sposi, o in vetro di Murano; insomma, teniamoci sul classico, senza farci tentare dagli oggetti "spiritosi" e "originali", che sono spesso di scarso buon gusto.

Possibilmente la bomboniera sarà coordinata con lo stile delle nozze: per un matrimonio campagnolo saranno adattissimi piccoli mortai da cucina in legno e ceramica, o i tappi di sughero ornati da piccole sculture di animali da cortile, o anche semplici sacchettini di cotone ad allegri quadretti; ho trovato anche molto graziosa l'idea di una sposa che ha regalato dei piccoli, deliziosi barattoli di vetro pieni di miele purissimo; a una cerimonia poco tradizionale si accompagnano bene le scatolette di papier maché dipinte a mano, o altri oggetti un po' insoliti; alcuni sposi giovanissimi fanno stampare la propria foto su scatoline di fiammiferi o tee shirt...

I confetti, sempre bianchi e in numero dispari (di solito 5), devono essere di ottima qualità. Una piccola follia da gourmet è farseli spedire da Sulmona, dove c'è una ditta che li produce dal 1783 con la stessa ricetta: mandorle di Avola ricoperte da un velo di zucchero glassato. Sul bigliettino che accompagna i confetti vanno stampati solo i nomi degli sposi (mai il cognome), per primo quello di lui.