Matrimonio: le Fedi Nuziali

Se l'anello di fidanzamento è un simbolo di possesso che l'uomo pone al dito dell'amata, la fede nuziale è simbolo di unione, armonia e fedeltà reciproca (infatti in molte regioni d'Italia si chiama anche "vera", parola che in idioma veneto-slavo significa proprio fedeltà).

L'anello nuziale appartiene a una ritualità antichissima: già i Romani si scambiavano fedi di ferro, e ancor prima la legge ebraica attribuiva una tale importanza allo scambio degli anelli che riteneva che da solo fosse sufficiente a rendere legale un matrimonio anche se per qualche motivo la cerimonia fosse stata interrotta.

Il modello delle fedi va scelto in coppia, ma è lo sposo a pagarle, a fare incidere all'interno degli anelli i due nomi (o le iniziali) e la data delle nozze, e a tenerle con sé fino al momento della cerimonia (ricordate i tanti film americani in cui all'ultimo momento si accorge di averle dimenticate a casa?).

Le fedi possono essere d'oro o di platino, bombate o piatte, e di tre misure differenti: la più sottile è la cosiddetta "francesina", la più classica e di miglior gusto è quella media; la misura più grande non dona a tutte le dita.

È importante, qualunque ne sia il modello, che non siano decorate con pietre o incisioni, che ne snaturerebbero il senso (nel linguaggio dei simboli il cerchio rappresenta la vita che si rinnova, che ricomincia ogni giorno là dove finisce, e testimonia perciò un legame "finché morte non ci separi") e l'aspetto; perché proprio per la loro linea pulita ed essenziale sono dei "non-anelli" che una signora può indossare accanto a qualunque gioiello, e che non sfigurano al dito di una mano maschile.

A chi vorrebbe essere originale scegliendo anelli elaborati o lavorati, ricordo che queste fogge fantasiose hanno fama di portare sfortuna al matrimonio.

Fra le tante scelte, piccole e grandi, di questo periodo prematrimoniale, una delle più ponderate sarà proprio quella di un modello e una foggia di anelli che non ci si annoierà di portare tutta la vita: la "sostituzione" della fede con un'altra più gradita o più preziosa è un fatto deprecabilissimo sul piano del buon gusto e (è il caso di dirlo?) pericolosissimo su quello della fortuna.