Matrimonio - Abito dello sposo

La scelta dell'abito non è semplice neanche per lo sposo, vediamo insieme quale è il giusto abito da cerimonia per lo sposo.
Per un matrimonio formale e impegnativo, lo sposo e i testimoni indosseranno il tight; qualora non vogliano farselo confezionare appositamente, sceglieranno un abito scuro.

Mai lo smoking, che è un abito da sera e non da cerimonia, nemmeno se il matrimonio venisse celebrato a mezzanotte. Un'altro abito da sposo da evitare è sullo spencer, una giacca da frac senza code, corta e stretta in vita, che non dona mai a nessuno ed è quanto di più lontano si possa concepire dallo stile "signorile": infatti costituisce l'abbigliamento dei camerieri delle grandi navi da crociera.

Il tight è l'abito da cerimonia per eccellenza, quello che un tempo veniva indossato dai laureandi per discutere la tesi. È costituito da una giacca a coda di rondine di panno grigio antracite - quella chiara si indossa solo all'ippodromo - con panciotto in tinta o grigio perla (o bianco, per matrimoni estivi) e calzoni di lana pettinata, senza risvolto, a righe grigie e nere.

La camicia bianca dovrebbe essere di lino, di piqué o di seta, con sparato inamidato e colletto rigido se accompagnato dalla cravatta grigia a plastron (cioè larga, di tipo ottocentesco, da fermare alla camicia con una perla fermacravatta), oppure con colletto floscio e cravatta lunga di seta grigio-argento in tinta unita o con una fantasia discreta, senza perla. I polsini hanno sempre i gemelli.

Con il tight si portano il cilindro grigio e i guanti, di antilope o di capretto, grigio chiaro. Scarpe di pelle nera, calze al ginocchio di seta grigio scurissimo. Fiore bianco all'occhiello. I testimoni e gli invitati, soprattutto se giovani e snob, sceglieranno pantaloni nello stesso tessuto grigio della giacca.

Per chi ama l'eleganza formale, ma si sentirebbe ridicolo con giacca a code e cilindro, il galateo contempla la possibilità del cosiddetto "mezzo tight", un abito in cui i calzoni rigati sono accompagnati da una giacca nera di lunghezza normale, camicia con colletto floscio e cravatta grigio-argento; niente guanti né cilindro.

La parola inglese tight significa "solidità, fermezza": e l'abito da sposo deve mantenere queste qualità, senza indulgere a giacche larghe e cascanti, pantaloni morbidi, camicie flosce, né essere "sdrammatizzato" da plastron fantasia, o in colori sfavillanti, coordinati con improbabili gilet operati. Chi si sente a disagio con una mise troppo rigida e impettita, non cerchi di cambiarla; cambi abito.

Il nome inglese del tight è morning-coat, cioè "abito da mattina"; in realtà è impeccabile per tutto il giorno, fino alle 18.

Dopo quest'ora, chi non teme il ridicolo può indossare il frac - nero o blu scurissimo, sempre con gilet di piqué bianco e sparato inamidato - che appartiene alla tradizione francese di matrimoni solenni: ma Oltralpe fino a qualche tempo fa era consuetudine sposarsi in frac a qualsiasi ora del giorno, e per di più con il gilet nero, con grave scandalo degli esperti di galateo.

Comunque, l'abito ideale per lo sposo elegante, senza ostentazione di sfarzo ma con solido buon gusto, è un bel vestito a un petto solo, grigio scuro o blu scuro, con i pantaloni senza risvolti, corredato da camicia bianca, cravatta grigio argento, calzini lunghi grigio scurissimo o blu scurissimo e scarpe lisce nere. Unica concessione alla fantasia, il tocco floreale di una profumatissima boutonnière.

Lo sposo militare di carriera che decide di sposarsi in divisa (ma non è un obbligo) indosserà naturalmente l'alta uniforme, e avviserà gli altri militari invitati, perché possano fare altrettanto. Nella stessa occasione comunicherà loro se gradisce che lo accolgano all'uscita della chiesa formando un arco con le spade d'ordinanza. Con o senza questo tocco scenografico d'effetto, uscendo dalla chiesa (ma anche dal municipio) lo sposo in divisa avrà la sposa alla propria sinistra (anziché alla destra, come d'uso) così da poter salutare militarmente gli astanti.

In divisa, in tight o in scuro, lo sposo deve imparare ad essere all'altezza della propria eleganza e del proprio abito da sposo, perciò: niente nelle tasche della giacca (un consiglio: fatele cucire, o, se l'abito è nuovo, lasciatele cucite; così non potrete cedere alla tentazione), in quella dei pantaloni solo il fazzoletto (bianco). A maggior ragione, niente mani in tasca.