Acconciature sposa

L'acconciatura dei capelli della sposa, si sa, varia molto secondo i gusti e la moda del momento, ma è importante che formi un insieme armonico con il vestito, il tipo fisico e con la personalità della futura sposa.

Come fare per trovare quella giusta/ affidarsi a un buon parrucchiere, e dedicargli un po' di tempo nelle settimane precedenti la cerimonia, chiedendogli di curare i capelli con una buona cura rigenerante e rivitalizzante, tagliare le doppie punte, modificare il taglio in funzione dell'acconciatura scelta.

Ma un vero professionista non mancherà di provare diverse soluzioni, anche traendo ispirazione dai vari giornali specializzati, e al termine di ogni "seduta" scatterà delle foto Polaroid che, confrontate e ben studiate, daranno modo di pensarci con calma, e di capire quale sia la soluzione migliore.

Che è quella in cui la sposa appare bellissima, ma se stessa. Essere irriconoscibile non è un traguardo cui puntare, perché la "grande trasformazione" può sconcertare lo sposo (gli uomini, si sa, odiano le sorprese) e soprattutto è difficile da gestire; c'è sempre il pericolo di cadere nell'effetto "ballo in maschera".

Inoltre, non è facile sostenere il personaggio per tutto il giorno: una sposa-maschiaccio che opta per il super romantico, avvolta in un turbinìo di tulle e frou frou, poi si tradirà con il modo di camminare, di gestire, di muoversi.

Meglio accontentarsi di cambiare un poco, mantenendo la propria personalità, solo un poco addolcita, e accordandovi ogni elemento, ogni dettaglio.

Con o senza velo, per tradizione la pettinatura deve lasciare il viso libero e la fronte scoperta: per chi ha i capelli lunghi o semilunghi è sempre adatto un bello chignon, purché senza gioielli e Strass (il galateo permette solo il diadema di famiglia, rigorosamente antico e autentico: è per poche); le giovanissime invece possono raccoglierli in una treccia, magari intrecciata con nastri di raso o di organza; chi ha i capelli corti si affiderà all'estro del proprio parrucchiere di fiducia perché riesca a ridimensionare frangioni e zazzerette, che soprattutto con l'abito lungo non vanno d'accordo, scegliendo magari una coroncina di fiori intrecciati.

Bisogna poi tenere presente che la pettinatura deve "reggere" per un'intera giornata di abbracci e di emozioni: anche per questo motivo sono da evitare le grandi teste stile Anni Cinquanta, con toupet di tutti i tipi, trecce-ponte alte mezzo metro, cascate di riccioli sostenute da fiori, fiocchi e perle che, oltre a essere instabili (e fuori moda), sono difficilissime da portare con stile e naturalezza; non bisogna mai dare l'impressione di stare "accompagnando a spasso" la propria testa...

Il velo da portare sul viso, lungo circa 70 centimetri, deve essere trasparentissimo, vaporoso, senza ricami né incrostazioni di paillettes. Con o senza velo, l'acconciatura deve essere sempre semplicissima, quasi "inesistente": anche solo un nastro o un cerchietto dello stesso tessuto del vestito.

Sono sempre molto belli, e con un tocco particolare, i fiori freschi uguali a quelli che formano il bouquet, a patto che la sposa sia giovanissima, vestita di bianco, e che scelga fiori che reggono bene il caldo, per evitare che col passare delle ore "si lascino andare", dandole un'aria sciatta, spettinata, e un po' triste.

Sta all'abilità del parrucchiere fissare i fiori su ciocche raccolte in trecce e chignon, o appuntarli di lato su capelli di mezza lunghezza tenuti sciolti, o fissarli con provvidenziali forcine invisibili tra i capelli corti.

Per rendere meno rigido l'effetto di un abito lungo di linea molto semplice si può ricorrere al tocco scenografico di un'acconciatura asimmetrica, con il velo che scende di lato e incornicia il collo come una sciarpa. Anche chi si sposa in municipio può adottare una piccola acconciatura di fiori freschi; ma saranno anche adattissime le calottine fiorite, le velette, i cappellini a tamburello, i fiocchi di raso.