Matrimonio: La scelta delle musiche per il matrimonio

 

I consigli per scegliere la musica per la cerimonia del Matrimonio.

Nella cerimonia del matrimonio, la musica è un particolare da non sottovalutare. Una delle tappe obbligate dell'organizzazione del fatidico "sì" è quindi quella della scelta della colonna sonora. In verità, per molte coppie quest'incarico viene svolto dal parroco, che le mette in contatto con l'organista della parrocchia, il quale ha al suo attivo un repertorio di musica sacra e marce nuziali. Chi invece ha il tempo e il desiderio di curare al massimo ogni dettaglio e personalizzare le proprie scelte può rivolgersi ad agenzie specializzate, o direttamente a musicisti e coristi della propria città: dal violino all'arpa, dal classico organo al quartetto d'archi.

L'importante, anche in questo campo, come sempre è non esagerare: la musica è importantissima per offrire uno "sfondo" alla cerimonia, ma non deve trasformare il tutto in un concerto.

Il pericolo è particolarmente forte nel caso in cui ad esibirsi non sia un professionista regolarmente pagato (con il quale è facile mettersi d'accordo su un certo numero di brani musicali, e solo quelli) ma un amico cantante o organista "dilettante". Al quale i futuri sposi avranno chiesto di esibirsi solo se sicurissimi di fare cosa gradita a lui e a ancora di più agli altri presenti alla cerimonia; ma il gran giorno dovranno mettergli accanto un parente o un amico che sappia arginarne con garbo e fermezza il protagonismo nel caso in cui, una volta al centro dell'attenzione, non voglia più tornare nell'ombra, ma continui con "bis" non richiesti, allungando la cerimonia e annoiando i presenti.

Bisogna comunque proporre sempre esecuzioni brevi, per evitare l'imbarazzo del celebrante che si vede costretto ad aspettare la fine del brano per andare avanti nella celebrazione. Nel caso di musica strumentale, bisogna ricordare all'esecutore che deve offrire un sottofondo "magico" alle parole dell'officiante, non imporsi su di esse, costringendolo ad alzare la voce. Di solito vengono eseguiti quattro brani, che sottolineano i momenti salienti della celebrazione: l'ingresso della sposa in chiesa, l'offertorio, lo scambio degli anelli, il corteo finale.

Non è proprio indispensabile che la musica sia suonata dal vivo: ormai tutte le chiese posseggono impianti stereofonici di una certa fedeltà, per cui basterà mettersi d'accordo con il parroco e fornirgli le cassette o i dischi con i brani scelti. Assolutamente da evitare, invece, la soluzione "casalinga", con mangianastri e impianti di fortuna; il risultato è sempre sgradevole, e fa preferire di molto una cerimonia "muta". I fidanzati, quando avranno scelto la colonna sonora desiderata, la sottoporranno al celebrante, cui spetta l'ultima parola, in quanto è lui il "padrone di casa" che deve dare l'assenso all'eventuale esecuzione di musica profana, e non è affatto obbligato ad accettare il rock, o le colonne sonore di celebri film.

Che provenga dall'organo della chiesa, da un duo (flauto e violoncello), un trio (viola, violino e violoncello) o da un piccolo coro, la musica classica è uno degli elementi fondamentali del matrimonio religioso. Segue i vari passaggi della cerimonia, contribuisce ad aumentare l'emozione generale e inevitabilmente porta alle lacrime (bisogna essere del tutto insensibili per non commuoversi ascoltando, durante lo scambio degli anelli, le note dell'Ave Maria di Schubert).