Organizzare il matrimonio - La lista di Nozze

L'abitudine di compilare la lista di nozze in alcuni negozi di propria scelta è un'idea affermatasi per la sua indubbia praticità, perché evita agli sposi di ricevere doppioni o regali sgraditi, e aiuta il donatore nella scelta; piace alle persone anziane, o molto impegnate, cui rende molto meno faticoso l'acquisto, ma ispira qualche giusta resistenza ai puristi delle buone maniere. Vediamo perché.

Tutti noi, quando facciamo un regalo, anche solo un libro o una scatola di cioccolatini, adottiamo l'usanza gentile di eliminare l'indicazione del prezzo, enon certo per lo snobismo di far credere di aver speso di più del vero, ma perchéè volgare collegare il denaro al dono. Questo principio così gentile viene dimenticato e stravolto dai futuri sposi che compilano la famigerata "lista".

Non si può negare che sia un'idea molto pratica per i neosposi, che sono sicuri di ricevere tutto quanto serve loro per mettere su casa, e non corrono il rischio di ricevere doppioni, o oggetti che non piacciono; ma è anche vero che il donatore viene di fatto costretto a mandare il regalo con il cartellino del prezzo in bella vista e che spesso, per timore di non fare bella figura, o perché glioggetti di prezzo "abbordabile" sono già stati prenotati da altri, si trova costrettoa spendere più di quanto aveva previsto...

I futuri sposi che non vogliono sacrificare del tutto la propria educazione sull'altare della praticità, compilino una lista che includa regali di varia entità e natura, tra cui anche oggetti poco costosi, depositandola presso negozi altrettanto differenziati, o presso un grande magazzino fornitissimo.

Ancor meglio, perché più discreto, il sistema delle "quote", che funziona così: i fidanzati si recano in un negozio di fiducia, dove scelgono pochi oggetti costosi e impegnativi quali il servizio di piatti, o di posate, e "aprono le liste",fissando delle quote: gli amici che si recano presso il negozio indicato decidono per questa o quella lista, contribuiscono all'acquisto con una o più quote, e mettono la firma sul relativo foglio.
Raggiunto il prezzo dell'oggetto, il negoziante chiude la lista, e invia il regalo, insieme con il foglio delle firme, a casa della sposa.

In un caso o nell'altro, guai a dare troppa pubblicità alla "lista": il peggiodel cattivo gusto lo raggiunge chi allega alla partecipazione di nozze e al biglietto d'invito al rinfresco anche un bigliettino con la scritta: "la lista di nozze è presso il negozio Tal dei tali"; ma sbaglia anche chi sbandiera l'indirizzo ad ogni pie sospinto, o incarica i parenti e le amiche del cuore di pilotare "discretamente"verso il negozio scelto...

Il compito della lista di nozze comunque non deve essere quello di farsi mettere su casa dagli amici, ma solo di suggerire un dono possibilea chi non ha il tempo, la voglia o la fantasia per una scelta autonoma. I futuri sposi devono lasciare agli invitati la massima libertà di scegliere oggetti "fuorilista", e comunicare l'indirizzo del negozio solo a chi telefona apposta per chiederlo,e solo in quel caso e solo a lui. Da tutti gli altri ospiti accettino con un sorriso sulle labbra doppioni e oggetti inutili, sicuri però di aver agito con verasignorilità.

Comunque, l'eleganza non esclude la praticità, quindi anche gli sposi che non lasciano alcuna lista presso i negozi avranno l'accortezza di stilare un elenco di ciò che gli serve, o che vorrebbero ricevere, in modo da poter dare suggerimenti in tal senso a chi li richiede. Sarà opportuno preparare una tabellina riepilogativa, su cui segnare gli oggetti desiderati, e via via il nome delle persone a cui sono stati suggeriti.

C'è anche chi sceglie di non fare nessuna lista delle nozze e, con gesto altrettanto pratico e poco elegante (ma non certo deprecato dal galateo), chiede a parenti e amici l'equivalente in denaro del valore del regalo, per poi occuparsi personalmentedei vari acquisti, o magari prolungare il viaggio di nozze; ha però il dovere, al momento di scrivere i biglietti di ringraziamento, di informare dettagliatamente ogni donatore dell'uso fatto del suo denaro.