Anello di fidanzamento

I galatei di una volta prescrivevano che l'anello di fidanzamento venisse presentato all'amata in un astuccio di pelle bianca, alla presenza di genitori, fratelli e nonni: e concedevano (finalmente!) al fidanzato il diritto di baciarle - per la prima volta - la mano... Oggi si preferisce invece scegliere momenti più intimi per questo pegno d'amore che non passa mai di moda, e a cui non rinunciano volentieri neanche le fidanzate più anticonformiste; quelle, per intenderci, che fino a ieri trovavano "divino" il fidanzamento di Duff Me Kagan, dei Guns n' Roses, ufficializzato dallo scambio di... un paio di occhiali da sole.

Perché l'emblema dell'amore più romantico ha anche una valenza un po' magica, come è magico l'anulare della mano sinistra da cui, secondo gli antichi, si dipartiva un vaso sanguigno collegato direttamente al cuore; quindi, infilare un anello a questo dito significa legare il cuore. Non è mai stato facile scegliere un bell'anello di fidanzamento.

Nel Victoria and Albert Museum di Londra c'è una vetrina di antichi "anelli di promessa" con incastonati denti di lupo: dono un po' feroce, il cui significato stava non nel valore commerciale, ma nella dimostrazione di forza e di intrepidezza del donatore... Dimostrando meno eroismo, ma certamente più garbo, il fidanzato odierno si recherà dal gioielliere tre volte: la prima per scegliere e far mettere da parte un certo numero di anelli o di pietre e montature il cui prezzo rientra nelle proprie previsioni di spesa, una seconda accompagnato dalla fidanzata, per farle scegliere quello che preferisce, e infine una terza, per saldare il conto.

Molte grandi famiglie nobili hanno un anello di fidanzamento che da generazioni viene dato alla fidanzata del primogenito: una tradizione bellissima, da copiare anche tra non blasonati, perché un anello di famiglia (pur non antico o preziosissimo) è ricco di un significato più vero, che va al di là del semplice valore venale. La ragazza cui la futura suocera offre il proprio anello di fidanzamento se ne dichiari felice e onorata, e lo sia davvero, e non accenni affatto alla possibilità di rifarne la montatura col pretesto che è antiquata e fuori moda: dimostrerebbe scarsa sensibilità.

E anche scarso gusto estetico, dal momento che, nel campo dei gioielli, di rado il "moderno" è sinonimo di "migliore", come sa bene la mitica gioielleria Tiffany & Co., che nelle sue vetrine sulla Fifth Avenue di New York propone dal 1886 sempre lo stesso modello di anello di fidanzamento, un brillante (in diverse carature) con incastonatura a griffe Tiffany. La tradizione del "classico" brillante montato a solitario risale al XV secolo, quando Massimiliano d'Austria rivelò di aver conquistato l'amore di Maria di Burgundia prima ancora di incontrarla facendole recapitare dai suoi ambasciatori un anello con diamante da portare all'anulare; sulla scia di questa storia d'amore imperiale a lieto fine si diffuse l'idea che il diamante ha il potere di evitare le disarmonie dell'unione. Ma per chi non sia imperatore, un bel solitario rappresenta una forte spesa, e inoltre il più elementare buon senso sconsiglia al futuro sposo di sottrarre una grande somma di denaro all'allestimento della nuova casa.

Da scartare anche l'effetto "vorrei ma non posso" di anelli con schegge e pietre piccolissime. Non resta che ricorrere alla fantasia: al fascino congiunto del romanticismo e della magia è ben difficile resistere, quindi nessun anello avrà tra le donne romantiche (cioè tutte) un successo pari a un pegno d'amore con pietre preziose o semipreziose, creato su misura, e perciò unico, inimitabile.